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Nessun essere umano può scegliere in quale posto venire al mondo. Ma può decidere dove andare a morire.

Adriano Lombardi nacque il 7 agosto del 1945 e morì in Irpinia il 30 novembre del 2007.

A 19 anni ebbe inizio la lunga avventura calcistica del Rosso di Ponsacco (com’era soprannominato Lombardi per via della sua folta chioma color carota). Dopo tanto girovagare sui campi dell’Italia centro-settentrionale Adriano Lombardi approdò in Irpinia, in quella terra che il fato, negli anni successivi, gli avrebbe suggerito di scegliere per il resto della sua vita. Dal campionato di Serie B 1975-76, il centrocampista cominciò ad indossare con la fierezza, propria di un Irpino vero, la gloriosa casacca biancoverde.

Al terzo anno di permanenza nella terra dei Lupi, Adriano Lombardi, fascia di capitano al braccio sinistro, condusse l’Avellino ad un’impresa impossibile anche da sognare: la conquista della serie A.

Dopo avere appeso definitivamente le scarpe al chiodo ed aver intrapreso la carriera di allenatore, Adriano Lombardi, nei primi anni novanta, tornò in Irpinia, in quella che considerava la sua patria adottiva.

Colpito dal terribile morbo di Gehrig, morì il 30 novembre del 2007. Tre anni e mezzo dopo la sua fine, l’otto giugno del 2011, Avellino volle ricordare in maniera imperitura il suo indomito guerriero, intitolando al grande capitano Adriano Lombardi lo stadio Partenio.